Straordinario

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intervista

D1. Le origini

"Avevo 13 anni e, sentendo una canzone dei Beatles, mi si accese la voglia di iniziare a suonare la chitarra e di cantare."

 

D2. I primi passi da musicista

"Prima ho iniziato a imparare le canzoni con gli accordi semplici dal mio migliore amico dell’epoca."

 

D3. La crescita artistica

"Seguendo le orme di mio padre iniziai a studiare pianoforte classico, ma non mi piaceva. Un giorno vidi al cinema il film dei Beatles Let It Be e mi dissi: voglio anche io imparare a suonare la chitarra elettrica, il basso elettrico e il pianoforte, ma solo per accompagnare la mia voce. Iniziai a scrivere delle canzoni con un inglese inventato… mi viene da ridere pensando a quelle prime composizioni."

 

D4. Le prime vere canzoni

"Facevo delle composizioni sperimentali, avevo Prince come idolo. Ma un giorno mia madre mi disse: fai un gran casino con le tue composizioni. Così scrissi il testo di Children’s Song e la cantai con solo voce e chitarra. Direi che fu la mia prima vera composizione da autore."

 

D5. L’identità musicale

"Ho sperimentato ed avevo pochi mezzi: un pianoforte, un sequencer, una tastiera Korg, un expander a 8 voci e la mia fedele Fender Telecaster. Così ho iniziato a comporre musica sovraincidendo con un registratore a cassetta a 4 piste. Lì nacquero E lei è lei, 4 U, La canzone del carillon e molte altre che poi scartavo. Mi veniva in mente una canzone e la abbozzavo. Poi passavo alla composizione seguente senza preoccuparmi degli arrangiamenti: per me era sufficiente aver fuso parole con melodie."

 

D6. Il passaggio alla produzione moderna

"Ho pubblicato i demo da indipendente, il mio primo EP anni fa. Ero felice di esserci riuscito, ma non ero contento: erano solo dei demo fatti con un registratore a 4 piste Tascam. Poi ho imparato a usare Pro Tools facendo tre corsi online e ho allestito una home recording professionale. Così ho rielaborato vecchi testi e testi nuovi ed è venuto fuori Red of Life, pubblicato su tutte le piattaforme musicali e sui social. Ora vedrò che diranno e se ascolteranno i miei nuovi lavori. Credevo di aver ascoltato tutto e di aver preso da tutti i miei idoli giovanili, ma circa 20  fa ho scoperto Jeff Buckley, e mi sono detto, devo ripensare la musica da capo"

 

D7. Red of Life

"Per ora è solo un EP, ma la mia intenzione è di aggiungere nuove canzoni fino a farlo diventare un album completo di 11 o 12 brani."

 

D8. Il significato del titolo

"Per me significa rosso di vita. Parlo di storie d’amore cercando di condividerle con la gente comune che si innamora e spesso non è ricambiata. Una specie di mappa dei sentimenti per tutti."

 

D9. Il processo creativo

"Alle volte inizia da una melodia che eseguo alla chitarra. Alle volte, quando il testo è completo, la musica e la melodia arrivano insieme. Non è facile scrivere musica non per se stessi ma per tutti."

 

D10. Conclusione

"Sono sempre triste e malinconico. Ma preferisco essere così che un falso felice. Ora terminiamo qui l’intervista: non mi piace parlare di me, sarà per la mia timidezza. Grazie dell’intervista, è stato un piacere."

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